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Greta, il clima e l'avidità: odiamo insieme

Francesco Leone 10-04-2019 222

 

Tratto da un articolo di Roberto Savio, in collaborazione con Other News – Voices Against the Tide”
Per leggere l’articolo originale clicca qui ; Per la versione inglese qui.

Dopo la potente marcia di centinaia di migliaia di studenti in 1.000 città contro l’indifferenza politica verso il cambiamento climatico , è iniziata un’aggressiva campagna di odio contro Greta Thunberg, l'adolescente svedese che ha avviato il movimento.

Ma c'è davvero indifferanza politica rispetto al cambiamento climatico? Si, a dismisura, fino al punto che il Presidente Trump pubblica grafici photoshoppati sull'inquinamento ambientale come abbiamo spiegato in questo articolo.

Comunque dopo averla analizzata, la campagna di odio può essere divisa in quattro gruppi diversi.

 

 

#1 GLI STUPIDI

 

Il primo potrebbe essere chiamato degli stupidi. Un detrattore riporta le foto di Greta che mangia una banana, affermando che questo dimostra che ha due pesi e due misure. Vuole ridurre le emissioni di gas, e poi mangia banane che arrivano da molto lontano.

Perché non mangia una mela prodotta localmente in Svezia?

 

Un altro detrattore osserva che Greta ha due bellissimi cani di grossa taglia ma quei cani devono mangiare carne, e le mucche sono la più grande fonte di emissione di metano (molto più dannosa di C02), e una mucca consuma 15.000 litri di acqua prima di raggiungere l'età della macellazione (noi ne abbiamo parlato in questo articolo).

 

Poi un terzo osserva che Greta può anche non prendere gli aerei ma quando prende i treni sta chiaramente usando l'energia elettrica, che è ancora fondamentalmente generata dal carbone.

 

Ancora, c'è un altro detrattore che protesta fortemente perché Greta ha comprato un panino sul treno, che viene fornito con un involucro di plastica, e lei sta contribuendo così al danno causato dalla plastica ai mari.

 

Siamo chiaramente nel regno della stupidità, perché oggi è impossibile fare qualsiasi cosa in questo mondo senza contribuire al suo degrado. Solo il sistema politico può correggere le nostre possibilità di scelta di vita.

 

#2 GLI INVIDIOSI

 

Il secondo gruppo può essere chiamato degli invidiosi. Questi sono gli scienziati del clima che hanno scritto dappertutto che hanno iniziato a combattere il cambiamento climatico ancor prima che Greta (che ora ha 16 anni) fosse nata.

 

Com'è possibile che siano stati ignorati e ora una bambina senza preparazione è in grado di mobilitare persone in tutto il mondo? Non fanno nessuna autocritica per il fatto che non siano stati in grado di ispirare e comunicare con gli studenti. Inoltre, Greta non ha fatto una campagna in qualità di esperta. Il suo messaggio a Davos, a Bruxelles, ovunque, era: per favore ascoltate gli scienziati.

Un vecchio proverbio cinese recita: non combattere mai i tuoi alleati.

 

 



#3 I PURISTI

 

Il terzo gruppo è dei puristi. Hanno diffuso in tutto il mondo rapporti di giornalisti svedesi che scavano nella sfera personale di Greta, in cui si scopre che i suoi genitori sono attivisti ecologisti, suo padre l'ha sempre sostenuta passo dopo passo. Reclamano che per credere a Greta sarebbe stato necessario l’indifferenza dei genitori alle questioni climatiche e che lei avrebbe dovuto essere totalmente estranea alle cerchie degli ecologisti.

 

E questa campagna continua, anche se tutti i giornalisti svedesi dichiarano all’unanimità che Greta non è stata strumentalizzata da nessuno e che sta solo portando avanti il suo impegno. Anche perché ha una condizione mentale chiamata Sindrome di Asperger, che la rende una persona molto tenace, indifferente ai riconoscimenti, ai complimenti e ai compromessi.

 

Così, in una lettera a Le Figaro, uno dei puristi chiede se è logico mettere centinaia di migliaia di studenti di tutto il mondo "sotto la guida di uno zombi".

Altri si lamentano del fatto che Greta non denunci che la Svezia sta facendo soldi vendendo armi. “Greta non ha denunciato nessuno, quindi i responsabili sono contenti”. “Greta non ha avviato nessuna campagna contro la finanza perché non capisce che solo sottomettendo la finanza si può cambiare il clima”. E così via, a seconda delle lenti attraverso cui i suoi critici la guardano.

 

#4 I PATERNALISTI

 

Naturalmente ci sono anche i paternalisti, quelli che pensano che i giovani non abbiano idea della vita reale e che nulla di serio verrà fuori dal movimento degli studenti, a meno che non ascoltino quelli più vecchi di loro.

Il posto dei giovani è a scuola, non nelle strade, non hanno la maturità per capire temi che richiedono una preparazione scientifica.

Sul Corriere della Sera un tale osserva che i giovani non leggono più libri, usano gli smartphone tutto il giorno e ignorano la musica classica o il teatro - non hanno la gravitas necessaria per un vero cambiamento.

 

Queste diverse reazioni contro una ragazza che sta semplicemente chiedendo di crescere in un mondo sostenibile sono chiaramente rappresentative di quanto la società sia cambiata nell'ultimo decennio. Abbiamo fatto molta strada.

 

Il periodo successivo alla Seconda guerra mondiale era caratterizzato dalla necessità di ricostruire, fare sacrifici per fare dell'Europa un'isola di pace e credere che la politica sia uno strumento partecipativo per migliorare la società.

 

L'ascensore sociale, la certezza dei giovani che sarebbero stati meglio dei loro genitori, erano le convinzioni di tutti. Sappiamo tutti come è crollato quel mondo di idealismo.

 

 

 


L’AVIDITÀ COME VALORE

 

Con la caduta del muro di Berlino le ideologie sono state le prime ad andar via. La parola chiave è stata pragmatismo. Ma è stato un pragmatismo prigioniero della filosofia neoliberista che era intoccabile.

 

Come diceva Margaret Thatcher, non c'è alternativa (TINA – There Is No Alternative). I costi sociali erano improduttivi e la finanza ha via via assunto una vita autonoma, non più legata ai dettami della produzione. Lo stato ridotto al minimo.

 

Dovremmo ricordare che per Reagan le Nazioni Unite erano considerate obsolete: commercio, non aiuti. Per tre decenni, da Reagan (1981) alla grande crisi finanziaria del 2008 il motto era: competere, diventare ricchi a livello nazionale e individuale. La politica è così diventata una mera attività amministrativa, priva di visione a lungo termine.

 

L'arrivo di Internet ha poi cambiato la società che, da filo conduttore interattivo di relazioni basate su piattaforme condivise, è diventata una rete di mondi virtuali paralleli in cui rifugiarsi ed evitare azioni pubbliche.

 

I media hanno seguito il degradarsi della complessità delle informazioni, concentrandosi sugli eventi e ignorando i processi. La TV è via via diventata sostanzialmente intrattenimento con programmi che modellano la cultura popolare, come il Grande Fratello, o L'Isola dei Famosi.

 

L'avidità è stata considerata cosa buona per la società ed è stata lodata da Hollywood. Poi la bolla finanziaria è esplosa nel 2008. A quel punto fu chiaro che la politica non controllava più la finanza ma viceversa.

 

Secondo Bloomberg per salvare il sistema bancario gli Stati Uniti hanno dovuto spendere 12,8 trilioni di dollari, l'Europa ha speso 5 trilioni di dollari, 1,6 trilioni solo per stabilizzare l'euro. La Cina ha speso 156 miliardi e il Giappone oltre 110 miliardi.

 

 


Se l'importo pagato per salvare le banche fosse stato distribuito ai 7,5 miliardi di persone nel mondo, ogni individuo avrebbe ricevuto 2.571 dollari. Questo sarebbe stato abbastanza per dare il via ad una frenesia di acquisti, soprattutto nel Sud del mondo, con un enorme balzo in avanti della produzione.

 

Per le loro attività illecite le banche - ad oggi - hanno pagato multe per oltre 800 miliardi di dollari.

 

Gordon Gekko nel famoso film "Wall Street" disse: "L'avidità, in assenza di una parola migliore, è cosa buona". Non a caso, al momento della crisi finanziaria del 2008, il primo ministro australiano Kevin Rudd, ha dichiarato: "Forse è ora di ammettere che non abbiamo imparato la lezione completa dell'ideologia dell'avidità come valore".

 

L'anno seguente, in un discorso al Senato italiano, il cardinale Tarcisio Bertone ha detto: “Siamo passati dal libero mercato alla libera avidità".


L’ERA DELLA PAURA


 

Ma dopo i trent'anni di avidità, è arrivata la grande crisi finanziaria del 2008, con un ulteriore impatto sociale negativo, la paura: paura della disoccupazione, paura per il futuro, paura del terrorismo. L'ascensore sociale si era fermato con milioni di giovani provenienti da tutto il mondo bloccati su di esso.

 

È arrivato un nuovo decennio, un decennio di paura. Tutti i partiti politici hanno tradito le speranze dei loro elettori. Le persone sono state lasciate fuori dalle élite, da quelle del sistema.

 

Così dal 2008 i partiti populisti nazionalisti sono fioriti tutta Europa e oggi continuano a prosperare.

 

Il loro successo è stato quello di dirottare la paura contro il diverso: religioni diverse, costumi diversi, culture diverse.

 

 

I partiti politici tradizionali hanno perso credibilità e gli elettori sono passati a nuovi partiti politici che non fanno parte dell'élite. Il divario sociale ha accelerato a tutta velocità: in soli dieci anni 28 persone hanno concentrato nelle loro mani la stessa ricchezza di 2,3 miliardi di persone.

 

La paura e l'avidità hanno cambiato la nostra società. Il sistema attuale non è più funzionale e richiede correzioni molto serie. L'ondata di nazionalismo, populismo e xenofobia ci sta portando indietro alle miserie che avevamo dimenticato, invece che in avanti. Le campagne elettorali non si basano sui programmi ma sullo screditare gli avversari.

 

Stiamo entrando in una nuova era basata sull'inciviltà?

La reazione a Greta Thunberg e alla sua mobilitazione è un buon esempio di questa tendenza.

Invece di suscitare simpatia e sostegno, questa ragazza viene sottoposta a questa nuova cultura del "pensiero maligno". Eppure sta conducendo una campagna per la sopravvivenza del pianeta.

 

Dice: non chiedete alla mia generazione di risolvere il problema dei cambiamenti climatici, perché quando saremo cresciuti sarà già troppo tardi.

 

Salvare il mondo ORA è un messaggio che è stato in grado di mobilitare studenti da tutto il mondo.

 

Invece di sostenerla ci sono quelli che guardano cosa mangia, cosa mangiano i suoi cani, cosa c'è dietro di lei e la manipola. In altre parole, siamo in un'epoca in cui non siamo in grado di pensare positivamente: un'era modellata dall'avidità e dalla paura, che ha ciò che la cultura di oggi ci ha dato: il pensiero maligno.

 

È una scommessa sicura che se Greta avesse venduto abbigliamento sportivo, sarebbe stata accettata come un fenomeno normale, e nessuno ora guarderebbe se stia mangiando banane o mele.

Questo è un buon indice di come abbiamo perso la capacità di sognare e andare avanti.

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