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STUDIOPOINT
Mentana dirige: Potere al Popolo vs Casapound
Valerio Cianfanelli 07-03-2018 184

È stata una notte di fuoco per Enrico Mentana. Il maratoneta più apprezzato d’Italia, che sta piano piano buttando giù dal trono anche Stefano Baldini, è ancora in diretta da ieri alle 23, ma il momento più entusiasmante delle deludenti elezioni che non ci raccontano nulla di nuovo su questa povera Italia, lo ha sicuramente avuto nel siparietto con palleggio di collegamenti tra i partiti minori, Casapound e Potere al Popolo.

 

Pd allo sbando, pur essendo di fatto il secondo partito, Centro Destra e 5 Stelle che festeggiano, chi per un motivo chi per un altro, anche se probabilmente hanno tutti poco da festeggiare - ma questo vaglielo a spiegare - raccontano di un’Italia poco rappresentata e molto indecisa, come da copione. Esperimento fallito anche per Liberi e Uguali che va di molto sotto le aspettative, sottolineando che la sinistra si trova sempre più con le spalle al muro.

 

Se ne rende conto anche il buon Direttore che per ravvivare i collegamenti con l'inviato nel fortino di Grasso si concede qualche battuta. Infatti il povero giornalista si ritrova con un muro di silenzio alle spalle e con funzionari e addetti ai lavori che già da mezzanotte fanno fagotto e si concedono un sicuramente meritato riposo, mentre lui lì solo, o quasi, si ritrova a dover raccontare del nulla più totale.

In questo caos piatto arriva il massimo picco comico della trasmissione: il collegamento con Di Stefano, candidato di Casapound, che udite udite neanche il tempo dei saluti di rito e si scaglia contro Mentana. Siamo nel momento delle prime proiezioni, Casapound è allo 0,8 in Senato, mentre si trascina con un timidissimo 1% alla Camera e chiaramente la colpa non è di un partito campato in aria, ma di Mentana, La7 e tutti i media nazionali.

 

“Questa è la prima volta che appaio in diretta su La7 da quando è iniziata la campagna elettorale” esordisce col botto un indignato Di Stefano. Mentana accusa l'affondo e va per pochi secondi nel pallone, ma poi capisce che queste chiacchiere, che si addicono più ad un bar piuttosto che ad un candidato, possono far audience e allora, a colpi di memoria e coadiuvato anche dagli ospiti in studio, inizia la querelle.

 

Si fa sentire il Direttore: “Uno può dire ‘è andata meno bene di quello che speravo’, ma scusi, dare la colpa alle televisioni non è da forza molto rivoluzionaria francamente”, ricordando a Di Stefano che è in TV per commentare i dati e non per sferrare attacchi di frustrazione verso i primi che capitano. Ma il candidato Casapound non sembra nè vergognarsi nè arrendersi e continua “Se avessimo avuto la stessa copertura che hanno avuto i 5 Stelle, che sono stati certamente sovraesposti sulla sua rete, probabilmente il risultato sarebbe stato diverso…"

...Evidentemente c'è un sistema mediatico che è meno democratico di Casapound”. Alla fine Mentana si arrende consapevole che con del sano ragionamento non andrà da nessuna parte e allora la tocca piano: “Come vede è bello e giusto che ognuno abbia la parola e la sua opinione”.

 

Le asce di guerra si stanno abbassando ormai, ma è proprio in questo momento che scatta la magia: il collegamento passa dal fortino di Casapound a quello di Potere al Popolo, ed è subito apoteosi; ragazzi alle spalle della rappresentante Viola Carofalo che si fanno fatica a tener fermi, tra pugni chiusi al cielo e cori da stadio/manifestazione. “Deduco che stiano vendendo il nostro programma oppure ha segnato una qualche squadra” borbotta il direttore. Tutto questo per un provvisorio 1,6%.

 

Gli animi si calmano ed inizia l'intervista alla Carofalo che dichiara: “Questo 1.6 per noi è un risultato importantissimo, perché siamo un partito di fatto nato 3 mesi fa. Abbiamo già chiamato un’assemblea pubblica a Roma per il 18 Marzo, quindi stiamo già progettando come continuare il nostro percorso. Siamo contentissimi, stiamo festeggiando e ora continueremo a bere!”, poi continua “La prossima volta sarà il nostro turno”, facendo ripartire le urla e i pugni al vento dei compagni alle sue spalle per poi scusarsi “Scusate sono così, hanno bevuto

“Vedi come basta uno zero e qualcosa di distanza per far cambiare il clima da una parte e dell'altra!” esclama un divertito Mentana consapevole di aver ormai creato un’atmosfera che si addice più ad una assemblea studentesca rispetto che ad un dibattito politico.

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