#BEMILLENNIAL
Login Link Facebook Link Instagram

Snapchat Dysmorphia: dai Filtri Instagram alla Chirurgia Estetica

Micol Weisz 01-09-2018 102

Ogni giorno vediamo scorrerci davanti centinaia di stories, selfie i cui autori, in linea di massima, appaiono esteticamente perfetti. Il trucco però non sta solo nell'angolazione o nella luce: per eliminare i piccoli difetti è sufficiente uno degli innumerevoli filtri offerti da instagram, snapchat o Facebook.

Se poi si pensa alle app che come FaceTune o Picsart con un tocco permettono di levigare la pelle, sbiancare i denti e modificare gli altri tratti del volto,  è chiaro come la possibilità di apparire perfetti, almeno sui social, sia davvero alla portata di tutti.

Qualcuno potrebbe addirittura esserne entusiasta, sicuramente non i ricercatori del dipartimento di dermatologia della Boston University School of Medicine, che in un articolo pubblicato su JAMA Facial Plastic Surgery arrivano a parlare di Snapchat Dysmorphia.

Accade sempre più spesso infatti che l'obbiettivo dei pazienti non sia assomigliare a una celebrità o semplicemente eliminare un difetto fisico, bensì apparire identici a come li ritraggono i propri selfie ritoccati. A detta dei chirurghi è tuttavia impossibile riprodurre le modifiche apportate da un filtro di Snapchat e la richiesta stessa dei pazienti è indice della cosidetta Snapchat Dysmorphia, fenomeno di recente individuazione ma decisamente preoccupante secondo medici.

Il termine, non ufficiale, è stato coniato dal docente di cosmetica britannico Tijion Esho e indica un fenomeno ch

e potrebbe preludere a una forma di dismorfofobia, disturbo classificato come ossessivo compulsivo, che comporta una percezione distorta del proprio corpo. Sintomo principale è l'attenzione maniacale a piccoli difetti quasi impercettibili dall'esterno.

 

Si capisce quindi come la diffusione del fotoritocco incentivi disturbi simili alla dismorfofobia portando ad un aumento esponenziale il numero degli under 30 che si sottopongono ad interventi di chirurgia estetica. A dimostrare l'influenza dei social network, nell'ambito di un sondaggio del 2017, il 55% dei chirurghi ha dichiarato di aver avuto a che fare con pazienti desiderosi di operarsi per poter scattare selfie migliori.

Il timore più grande è a questo punto che la Scapchat Dysmorphia possa trasformarsi in una vera e propria tipologia di dismorfofobia.

La discrepanza tra l'immagine virtuale e la percezione reale che si ha di sé unita al confronto costante con corpi e volti perfetti cui l'utilizzo dei social ci spinge ogni giorno, incide in modo estremamente negativo sull'autostima, tanto da preoccupare chirurghi e psicologi.

Purtroppo però un modo per fermare la diffusione della Snapchat Dysmorphia ancora non è stato pensato, inevitabile effetto collaterale del costante avanzamento dei social network o fenomeno reversibile attraverso una maggiore sensibilizzazione circa chirurgia e fotoritocco?

Condividere un'idea significa renderla più forte e quando un'idea prende forza la sua eco può raggiungere luoghi lontani...
Condividi con gli altri e prendi parte a questo grande movimento! #bemillennial

TENDENZE