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La formula della felicità

Alessandra Carraro 02-09-2018 48

La rivista scientifica Nature Communications ha pubblicato uno studio che dimostra come il confronto con gli altri sia un elemento fondamentale per determinare la nostra felicità.

Robb B. Rutledge e Archy O. de Berker, gli autori dello studio sapevano bene che, in generale, i paragoni sociali incidono molto sulla nostra soddisfazione personale. Ma la domanda era, quanto è importante il confronto nei nostri singoli momenti di felicità?

Attraverso una serie di calcoli ed esperimenti, gli autori hanno dimostrato che il benessere soggettivo in un particolare momento dipende sia dalla vittoria personale, sia dalla vittoria degli altri in confronto alla nostra.

 

 

Nello specifico, l’esperimento ha mostrato come lo stato emotivo di un soggetto fosse determinato anche dai risultati ottenuti dal suo partner. Una disparità di risultati riduceva la felicità di quel momento, indipendentemente dal fatto che il partner avesse fatto meglio o peggio.

La reazione dei soggetti era diversa, a seconda che avessero ottenuto più o meno del partner. L’esperimento consisteva in un gioco in cui si scommetteva denaro e si ottenevano delle vincite. Se un giocatore vinceva più del suo partner, entravano in gioco i sensi di colpa e il livello di felicità si abbassava. Se, invece, il giocatore perdeva, l’invidia lo portava ad essere più soddisfatto se anche il partner perdeva.

"Lo stato di benessere di un individuo in un dato momento riflette non solo l’andamento delle cose in base alle aspettative, ma anche come le cose stanno andando alle altre persone, anche quando i risultati degli altri non hanno niente a che vedere con i nostri."

Lo studio ha dimostrato che le disuguaglianze sociali ci rendono infelici, indipendentemente dal nostro livello di benessere. Quindi, quale sarebbe il segreto per essere felici? La generosità.

Sembra un precetto scontato e banale, ma a quanto pare ha dei fondamenti scientifici. I successi, o insuccessi, degli altri possono influenzare il nostro stato d’animo, e questo potrebbe spingerci a voler attenuare la disuguaglianza con dei gesti di generosità.

Non è, però, una regola valida per tutti allo stesso modo. Gli autori dello studio specificano che i soggetti con più sensi di colpa tendono ad essere più generosi di quelli con più alti livelli di invidia.

"La differenza tra i parametri di sensi di colpa e invidia, calcolati in base al tasso di felicità, erano fortemente correlati con il livello di generosità."

Ricapitolando: la disuguaglianza sociale è un fenomeno che, di per sé, ci rende insoddisfatti e infelici. A seconda della nostra posizione nella classifica del benessere sociale, la nostra insoddisfazione può avere molteplici cause.

Se qualcuno sta meglio, l’invidia ci porta a volere che anche l’altro si abbassi al nostro livello. Se qualcuno sta peggio, i sensi di colpa ci spingono ad agire e a sperare che anche l’altro possa stare bene come noi. A seconda del soggetto, queste due tendenze saranno più o meno accentuate.

Per quanto riguarda la prima ipotesi, ne possiamo avere un esempio ogni volta che qualcuno posta un contenuto sui social, prende molti più like di noi, e noi improvvisamente ci accorgiamo di essere insoddisfatti della nostra vita triste e grigia e noiosa. È entrata in gioco l’invidia.

Di esempi della seconda ipotesi, invece, non ne abbiamo mai abbastanza. Sono tante le persone che si concentrano sulle cose che hanno invece che su quelle che hanno gli altri. Se riuscissimo ad apprezzare al massimo quello che abbiamo, forse saremmo più inclini a donare agli altri.

Sta a noi decidere da che parte stare.

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