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STUDIOPOINT

Roma e Juve, Grazie Per lo Spettacolo

Valerio Cianfanelli 13-04-2018 31

Dobbiamo ringraziare la Roma e la Juventus. Dobbiamo ringraziarle perché in un martedì e un mercoledì qualsiasi ci hanno fatto emozionare, chi per un motivo chi per un altro. Dobbiamo ringraziarle perché ci hanno dimostrato che il nostro calcio non è morto come dicono i più scettici. Dobbiamo ringraziarle perché in due giorni ci hanno fatto vedere delle cose che alcune squadre in 100 anni di storia non hanno mai fatto vedere.

Tutto quello che è successo ha dell'incredibile a partire specialmente dalla Roma, data da i più per spacciata, ma capace di ribaltare il risultato contro una squadra di alieni che ha vinto tutto e continuerà a vincere. Quello che si è visto in campo è un misto di romanticismo, grinta e forza di volontà inaudita.

Salgono in cattedra i veri campioni della Roma Dzeko e De Rossi, due che di esperienza ne hanno accumulata non poca negli anni, e trasformano, plasmano la mentalità di tutti gli altri giocatori in campo che corrono come forsennati per 90 minuti non concedendo praticamente nulla agli avversari. Il cambio di modulo poi… Di Francesco per la prima volta in un’intera stagione si prende delle responsabilità, guarda caso cambiando il modulo per favorire le prestazioni proprio dei due campioni citati, che poi sono stati capaci di trascinare un'intera squadra.

Florenzi ci mette la solita grinta nel ruolo oggettivamente più adatto a lui, Strootman prende in mano il centrocampo tra grinta e qualità, Manolas gestisce la difesa come il veterano che non è, ed al momento giusto si prende una rivincita personale vendicando l'autogol dell'andata. Un mix che non lascia scampo al Barcellona che perde e delude. Ma come già detto i complimenti vanno solo alla squadra giallorossa capace di regalarci l'impossibile e di emozionare tutti i tifosi neutrali, anche i cugini biancocelesti.

Perché vittorie così sono l'essenza del calcio. Non c’è regalo più bello per un tifoso. E noi che abbiamo assistito possiamo ritenerci fortunati da appassionati di questo folle ed imprevedibile gioco, perché di partite così non se ne vedono tutti i giorni. Perché Davide ha saputo sconfiggere Golia e questo fa sempre notizia. Perché vedere giocatori in preda alla trance agonistica è sempre bello, in queste serate specialmente.

Bisogna fare i complimenti anche al mister che ha saputo cambiare al momento giusto. Di Francesco molto spesso si è dimostrato leggermente chiuso di mentalità e non capace di modificare quello che è stato il suo gioco dai tempi del Sassuolo. Un allenatore sicuramente di prospettiva che però deve ancora crescere ed imparare tanto per fare il salto di qualità; molto bravo ad assumersi tutte le responsabilità scaricando la squadra da colpe e di contro troppo protagonista in quelle che sono le sue decisioni.

Ma ora potrebbe aver cambiato rotta e le cose in casa Roma in questo caso sono destinate a cambiare dopo una stagione troppo altalenante e, detto sinceramente, senza aver mai fatto vedere un gioco molto esaltante in campionato anche nelle vittorie se non per spezzoni di partita.

Da lacrime di gioia a lacrime di delusione. La Juventus incasella l'ennesima partita perfetta in coppa, ma negli ultimi secondi non riesce ad avere la meglio. Questa squadra sembra avere un bottone, se lo premi è inarrestabile e tutto diventa facile. Da una squadra nella norma che vince con il minimo sforzo quando lo ritiene necessario ad una che si tramuta in un carro armato inarrestabile quando arrivano le partite che contano.

Le due prestazioni di Juventus e Roma sono agli antipodi. La prima fa una gara matura e consapevole, capace di soffrire quando serve e di colpire al momento giusto; il gioco più italiano che c'è tra un'ottima fase difensiva ed un attacco studiato e cinico, grazie soprattutto a mister Allegri che dovrebbe essere ritenuto patrimonio del nostro calcio. La seconda invece, come detto, compie la partita perfetta sull'onda dell’entusiasmo, spinta da più di 50mila tifosi, e non concedendo nulla agli avversari perché in campo ogni singolo giocatore ha corso per due.

Più esaltante la Roma, più ponderata la Juventus. Peccato davvero che i risultati non siano stati gli stessi, perché a 20 secondi dalla fine Micheal Oliver fischia un calcio di rigore che ci sta, ma sicuramente è generoso e figlio di un lasciarsi cadere astuto da parte di Lucas Vazquez, come del resto era accaduto durante tutto il corso della partita con gli uomini di Zidane che cercavano il contatto ed il fallo in ogni reparto del campo, molto probabilmente perché impauriti dalla maturità della prestazione della corazzata bianconera, nessuno escluso, neanche quel campione-robot di Cristiano Ronaldo.

Poi l'espulsione per Gigi, ineccepibile. Chissà cosa avrà detto all'arbitro, ma considerando le sue riflessioni di fine partita sicuramente nulla di buono. Anche i grandi campioni talvolta cadono quando l'adrenalina della partita riempie il 90% del loro corpo, sfido chiunque a rimanere calmo in quegli attimi di tensione. Termina così il sogno della Juve che per l'ennesima volta si può ritenere consapevole che non è meno forte di nessuna tra le grandi di Europa.

Adesso il sogno continua per la squadra capitolina che dovrà lavorare a testa bassa, seppur con la consapevolezza di quello che ha fatto, per continuare a giocarsi la Coppa dalle grandi orecchie. Mentre stasera un'altra italiana, la Lazio, giocherà per guadagnarsi un posto in una semifinale nella coppa dell’Europa minore, spinta probabilmente anche lei da tutta Italia dopo che Roma e Juve ci hanno regalato queste emozioni e ci hanno fatto apprezzare di nuovo il nostro calcio. Il più grande rammarico è forse rappresentato dal Napoli che non sa cosa si è perso, ma purtroppo a più riprese la società partenopea si è dimostrata troppo provinciale al di lá del bel gioco e del secondo posto attualmente occupato in campionato, peccato.

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