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5 Motivi Per Vedere ‘Sulla Mia Pelle’

Valerio Cianfanelli 15-09-2018 185

Il 12 settembre è finalmente uscito 'Sulla mia pelle', il film sugli ultimi 7 giorni di vita di Stefano Cucchi.

Vi avevamo già parlato di questa pellicola prima della sua uscita sottolineando l’attesa che si era creata intorno ad essa, ma anche le critiche ed infine gli umori degli attori e dei familiari di Stefano.

Adesso a pochi giorni dall’uscita nelle sale e su Netflix vi indichiamo 5 motivi pernon perdere il film diretto da Alessandro Cremonini ed interpretato magistralmente da Alessandro Borghi sul caso, purtroppo non ancora risolto, della morte di Cucchi:

 

1 - Il primo motivo è che questo è un film di denuncia come ce ne sono pochi.

Il cinema spesso è stato usato per veicolare i pensieri di registi, autori, produttori - o magari anche di un sentimento popolare - al di fuori delle loro teste per essere presentati al grande pubblico. Ma raramente un film riesce ad essere così schietto seguendo per di più passo passo le vicende accadute nella realtà.

‘Sulla mia pelle’ denuncia senza il bisogno di denunciare, semplicemente racconta, ma nella maniera più efficace che c’è.

2 - È sì un film di denuncia, ma è anche capace di non schierarsi mai; tutto in ‘Sulla mia pelle’ rimane senza una risposta proprio come nella triste realtà dei fatti.

Questo è un altro motivo che innalza la pellicola ad una grande opera.

I messaggi arrivano tutti, senza filtri, in maniera diretta, ma senza che nessuno ti “imbocchi” o ti faccia ingurgitare verità assolute. Alla fine del film puoi rimanere di un’opinione piuttosto che di un’altra, l’unica cosa che ti sprona a fare il film è semplicemente di riflettere.

3 - Il terzo motivo è che siamo tutti Cucchi nel nostro piccolo quando ci vengono negati dei diritti; e siamo tutti anche come i suoi famigliari quando gli è stato negato il diritto di vedere Stefano incarcerato e, con il senno di poi, a pochi giorni dalla sua morte.

Non è un film “Acab”, che punta a farti odiare il corpo armato o le istituzioni. È un film che ti fa riflettere sui diritti che vengono negati ogni giorno. È un film che ti fa capire l’importanza di quei diritti, che te li fa rivalutare e scorgere una prospettiva diversa.

4 - Perché il cinema, se fatto bene, può essere un arma. Certo nessuno si aspetta una risoluzione del caso lampo dopo l’uscita del film, o che certi episodi non avvengano più. Ma di certo grazie alla pellicola la risonanza sul caso sarà ancora maggiore.

Grazie a ‘Sulla mia pelle’ siamo aiutati a non dimenticare, a metterci in guardia, ad avere il coraggio di alzare la voce e tutto questo proprio in concomitanza della proposta dell’uso del taser in alcuni comuni italiani e dopo le polemiche di questi giorni per le dichiarazioni del questore di Reggio Emilia a proposito del caso Aldrovandi (“Con il taser Aldrovandi sarebbe ancora vivo” ndr.), altro 18enne privato della vita da persone in divisa.

5 - L’interpretazione di Borghi.

L’abbiamo inserito come ultimo motivo perché potrebbe sembrare il più frivolo, ma in realtà non è neanche così.

Senza di lui tutti i messaggi che ti arrivano dal film, probabilmente non ti sarebbero arrivati. Tutta la sofferenza di un ragazzo che è immobilizzato ad un letto, mentre intorno a lui si accendono ad intermittenza, come fossero una lampadina rotta, le preoccupazioni di alcuni ed il ‘menefreghismo’ di altri. Borghi si conferma l’astro nascente del cinema italiano, capace di stupirti anche in un film da protagonista sì, ma con poche battute, probabilmente quelle giuste.

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