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Banksy alla Summer Exhibition di Londra: Imbarazzo per la Royal Academy

Micol Weisz 14-06-2018 155

Per la 250esima edizione della Summer Exhibition di Londra la Royal Academy of Arts ha pensato di fare le cose in grande.

Inaugurata appena due giorni fa, l'esposizione ospita oltre 1000 opere tra cui un pezzo del celebre e controverso street artist Banksy, di cui abbiamo parlato qui. Nonostante l'attenzione e l'impegno con cui la Summer Exhibition di Londra è stata organizzata, la Royal Academy però dovrà fare i conti con l'ennesima trovata di Banksy.


 

Ha coinciso infatti con l'apertura della Summer Exhibition di Londra la pubblicazione di un post in cui l'artista anonimo racconta di come la propria opera sia approdata tra le gallerie del Mayfair. E se anche quella di Banksy è per antonomasia arte di denuncia, probabilmente Grayson Perry, curatore della Summer Exhibition di Londra, non si sarebbe aspettato di vedere l'autorevolezza della Royal Accademy messa tanto in discussione dallo street artist.

Vediamo cosa è successo.

Come scrive sul suo profilo instagram Banksy sottopone alla commissione della Royal Academy Summer Exhibition di Londra una propria opera firmata con lo pseudonimo di Bryan S Gaakman, anagramma di "Banksy anagram". L'opera, forse ritenuta poco adatta o poco significativa, viene rifiutata.

Un mese dopo Banksy riceve un'email in cui Grayson Perry lo invita a presentare un'opera per la Summer Exhibition di Londra: l'artista, al solito provocatorio e brillante, propone alla commissione lo stesso lavoro che poco prima la Royal Academy aveva rifiutato, questa volta accolto e oggi esposto nella galleria numero tre.

L'opera di Banksy ospitata dalla Summer Exhibition di Londra è Vote To Love, rivisitazione del manifesto pro-Brexit che, nel giugno del 2016, recitava Vote To Leave. Nella versione dello street artist infatti la parte centrale della parola leave è coperta da un enorme palloncino a forma di cuore. Ancora una volta quindi Banksy polemizza contro le istituzioni e soprattutto le discordie di ogni tipo.

Ma non è probababilmente per questo che ricorderemo la partecipazione di Banksy alla Summer Exhibition di Londra. Con un semplice pseudonimo infatti l'artista è riuscito a mettere in imbarazzo una tra le più autorevoli istituzioni britanniche e a svelare contemporaneamente l'ipocrisia che da sempre connota il mondo dell'arte.

La vicenda mette tuttavia in luce un altro un altro aspetto, l'influenza che un nome celebre può avere sull'oggettività di un giudizio. Che lo si voglia ammettere o meno, ognuno di noi visiterebbe la Summer Exhibition di Londra con più interesse sapendo che vi è esposta un'opera di Banksy, al contrario un nome come quello di Bryan S Gaakman non avrebbe la minima presa sul potenziale pubblico.

Insomma, la trovata di Banksy per la Summer Exhibition di Londra suscita riflessioni che vanno oltre il valore estetico della singola operaÈ da condannare l'ipocrisia della Royal Academy o il peso che la società attribuisce alla celebrità di un nome?

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