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Il Nostro Quoziente Intellettivo Scende: Siamo Diventati Meno Intelligenti?

Gianfranco Maselli 21-06-2018 187

ILo so che se vi dico Bernt Bratsberg e Ole Rogeberg state già pensando a due metallari norvegesi che girano videoclip musicali in una foresta, ma in realtà si tratta di due ricercatori del Centro Ragnar Frisch per la Ricerca Economica in Norvegia che hanno osservato come i punteggi dei test sul quoziente d'Intelligenza siano recentemente in vertiginosa caduta.

I due ricercatori hanno esaminato ben 730mila risultati relativi ad un arco temporale che comprende gli ultimi 40 anni, constatando un sensibile abbassamento della media dei risultati dei testi QI per i soggetti analizzati. Precisamente sui 730.000 test osservati dal 1970 al 2009 la media del QI sarebbe scesa di ben 7 punti per ogni generazione.

Detta così non sembra proprio una gran situazione perché in sostanza è come dirvi che, con la progressiva diminuzione del quoziente intellettivo medio, ogni generazione sta venendo al mondo un pochettino più stupida della precedente e ad ogni padre corrisponde un figlio sistematicamente meno intelligente.

La storia è certamente piena di casi di figli più somari dei propri padri. Potremmo star qui a metterli in rassegna tutti passando dalla discutibile diplomazia e sensibilità di Commodo dopo Marco Aurelio alla famiglia De Sica e i suoi componenti, dai padri neorealisti pluripremiati ai figli trasher plurigastemati che tornano al cinema solo a Natale, ma la situazione sembra essere davvero più grave del previsto e il tutto sarebbe confermato dai dati analizzati dal centro Frisch sul QI svolte in questi ultimi anni.

Gli americani, fra un Chicken McBurger e l’altro, si sono accorti di come i bambini sotto i 10 anni che si nutrono regolarmente di pesce hanno maggiori probabilità di sviluppare un’intelligenza sensibilmente più alta negli anni successivi, mentre gli inglesi hanno osservato come i risultati del test del QI sono diminuiti di 2,5/4,3 punti ogni dieci anni dalla seconda metà degli anni 40 in poi, e quindi dalla fine della seconda guerra mondiale.

Ciò testimonierebbe come un evento di tale portata come un conflitto bellico sia stato in grado di ripercuotersi sensibilmente anche sulle capacità di apprendimento e sul quoziente intellettivo delle generazioni che lo vivono ma soprattutto smentirebbe l’effetto Flynn e la crescita del QI ipotizzata nell’arco del secolo scorso.

E cosa sarebbe dunque questo effetto Flynn? E cosa c'entra con l'abbassamento del QI?

Contrariamente infatti alle tesi avanzate negli anni 80 dal ricercatore neozelandese James R. Flynn che sosteneva l’ipotesi di un QI in crescita durante tutto il secolo scorso, grazie alle migliorie nell'alimentazione, ai prodigi raggiunti nella medicina e in salute e al perfezionamento nell’ educazione e nei sistemi didattici, ora sembra che la tendenza si sia diametralmente invertita, portando ad un sensibile abbassamento del QI medio e a generazioni sempre meno intelligenti.

Bernt Bratsberg e Ole Rogeberg spiegano la diminuizione dei risultati dei testi del QI individuandola come stretta conseguenza dell’educazione, del tenore di vita e della quotidianità che caratterizzano i Millennials di oggi, sempre più poco avvezzi alla lettura e al confronto con l’altro ma predisposti all’individualismo, ad una cultura sterile trasmessa in pillole per macro concetti e alla virtualità.

E voi Millennials? Cosa ne pensate?

Ritenete che l’abbassamento dei punteggi nei test per il QI sia un dato allarmante da considerare o la ritenete una metodologia superata, nella convinzione che l’intelligenza e l’attitudine di una persona oggi va misurata con altri mezzi?

 

 

 

 

 

 

 

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