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Le Insta Novel: la sfida per far tornare i Millennials a leggere

Gianfranco Maselli 04-09-2018 162

Quando a 16 anni ascoltai Kid A, il quarto disco dei Radiohead, lo trovai grandioso, principalmente per un motivo. Tracciando un ponte ancora inatteso per gli anni 2000, la band britannica era riuscita a congiungere due pianeti distanti anni luce nella musica del secondo novecento.

Il genere analogico e suonato per eccellenza ma dall’ascolto difficile, il Jazz, incontrò l’altro estremo, la musica elettronica, addolcendosi e generando un’idea unica che, al primo ascolto, avrei tanto voluto fosse venuta a me.

Sono un po’ le stesse feels che mi hanno attraversato giorni fa quando ho appreso dell’iniziativa della New York Public Library, in collaborazione con l’agenzia Mother di New York, di tradurre alcuni classici della letteratura in Storie di Instagram.

Mentre dunque affrontiamo i meriti di questa iniziativa coi suoi scenari possibili e riflettiamo su come sia stato possibile nei 2000 avere i Radiohead in Inghilterra e Marco Masini in Italia, andiamo dunque a dare uno sguardo a questa nuova frontiera del libro possibile made in U.S.A.

L’iniziativa in questione prende il nome di Insta Novels e consiste in più canali instagram di dominio pubblico caricati sul profilo della New York Public Library.

I canali sono composti da pagine di romanzi e racconti digitalizzate, tradotte in Stories, illustrate ed animate appositamente per l’utilizzo social.

La lettura si rivela intuitiva e meccanica.

Cari Millennials, come quando vogliamo farci i ca**i degli altri, stalkerare i pischelli o le pischelle, assicurarsi che i nostri parenti più social siano a chilometri da noi per combinare marachelle d’ogni tipo o semplicemente sopperire alla noia, sfogliare gli Insta Novels risulta identico e semplicissimo.

L’utente tiene premuto il suo bel ditino sulla schermata fino a terminare la lettura della pagina e, per sfogliarle, fa tap sul lato destro dello schermo per andare avanti e sul sinistro per tornare alla pagina precedente.

Il risultato finale consiste dunque nel prodotto di informazione e intrattenimento più antico del mondo proiettato in un futuro già presente e, forse, ampiamente più avanti di quello dell’e-book. La cultura libraria viene completamente rivisitata, digitalizzata secondo le attuali esigenze sociali di intrattenimento ma soprattutto inserita, quasi come una pulce o una spia, all’interno di un mondo lontano e soprattutto più frequentato negli ultimi tempi rispetto alle librerie: il social.

Dopo la traduzione di "Alice nel paese delle meraviglie" di Lewis Carroll, la prima opera digitalizzata, illustrata e animata dal disegnatore Magoz e l’annuncio delle prossime pubblicazioni, che spazieranno dalle "Metamoforsi" di Kafka accompagnate dai disegni di César Pelizer al racconto breve "La carta da parati gialla" dell’americana Perkins Gilmann illustrato da Buck, il dibattito sugli scenari che un’innovazione come questa porta con sé e le sue ripercussioni si apre grande quanto la voragini sulla circonvallazione Appia.

Mentre il mercato librario di cultura è in calo e l’e-book resta ad una percentuale misera dello 0.1% di diffusione, si denotano ormai da anni principalmente un paio cose: da un lato la gente resta affezionata alla carta e al formato tradizionale della letteratura sfogliata e dall’altro sempre meno persone si avvicinano alla lettura, soprattutto fra i Millennials, evidenziando una necessità di cambiamento o svecchiamento.

L’iniziativa della New York Public Library, inserendosi in uno spazio frequentato con passività e noia da tanti Millennials potrebbe riuscire a trasformare un prodotto considerato desueto e una pratica vecchia e stancante per i più giovani in qualcosa di più digeribile, come i Radiohead e, esattamente 2000 anni prima, Lucrezio a Roma.

E voi direte, cari Millennials, cosa accomuna Le Insta Novel con I Radiohead, Lucrezio e Marco Masini?

Pur c’entrando poco nella questione, mentre quest’ultimo cominciava a pensare ad un pezzo che fosse talmente indecente da vincere il Festival di Sanremo e i Radiohead contemporaneamente cantavano Everything in its right place, esattamente 2000 anni prima Lucrezio scriveva un’opera didascalica per diffondere l’Epicureismo, una delle filosofie più importati del mondo antico.

 

In un mondo fatto di giovani distratti e poco avvezzi alla complessità filosofica l’unico modo per diffondere dei concetti così importanti ma difficili risultò essere quello di veicolare la filosofia attraverso il mezzo di distrazione e intrattenimento più quotato fra i giovani del mondo antico: la poesia.

Ne esce fuori il "De Rerum Natura", un poema didascalico in cui il complesso messaggio epicureista viene addolcito dalla soavità della forma poetica e reso dunque più appetibile e digeribile, riproducendo lo stesso effetto del miele spalmato sul bordo di un bicchiere pieno di un amaro medicinale da somministrare ai bimbi capricciosi e poco predisposti ad assumere qualcosa di complesso ma vitale.

Dunque cari Millennials, vi chiedo: il merito delle Insta Novel è forse lo stesso di cui possono fregiarsi i Radiohead e Lucrezio?

L’idea della New York Public Library ha davvero aperto un nuovo scenario di sviluppo capace di riportare un’intera generazione a leggere? Mascherare strategicamente l’antica sostanza del libro attraverso le nuove forme dell’intrattenimento social potrebbe riuscire a svecchiarlo e renderlo più appetibile agli occhi di molti Millennials lontani dell’informazione e dalla letteratura?

Discutiamone insieme, lasciando possibilmente Marco Masini fuori da tutta questa storia.

 

 

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