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MACHIAVELLI, PLATONE E NETFLIX: LA FILOSOFIA NELLE SERIE TV

Micol Weisz 15-01-2018 1035

Suonerà strano, ma filosofia e serie tv non sono poi così distanti. Certamente un pomeriggio sui libri, passato cercando di memorizzare informazioni complicate e astruse, non ha nulla a che vedere con una maratona di telefilm, eppure la filosofia nelle serie tv si può incontrare più spesso di quanto immaginiamo.

Dalle serie cult alle ultime uscite di Netflix, sono innumerevoli le citazioni filosofiche inserite nei dialoghi tra i personaggi. Per non parlare di come il pensiero di uno o più filosofi influenzi, inaspettatamente, l'intera trama di diversi telefilm.

Basti pensare alla maestria con cui vengono progettati gli intrecci delle serie tv più apprezzate: tra colpi di scena, storie d'amore e avventure di vario tipo, una puntata tira l'altra. Ed è proprio a partire dalla costruzione di una trama coinvolgente che la filosofia risulta fondamentale.

Si deve infatti ad Aristotele la teorizzazione dell'intreccio perfetto, in grado di emozionare o turbare lo spettatore consenendogli di evadere dalla realtà e di purificarsi, libero dalle ansie della vita quotidiana. Quante volte il protagonista di una serie tv, in cui il pubblico si immedesima completamente, compie un percorso, reale o metaforico, che, nonostante gli ostacoli e le difficoltà, si conclude con il raggiungimento della serenità?

Esempio inaspettato di ciò è sicuramente The walking deadi protagonisti si spostano, da un posto all'altro, minacciati dagli zombie, e presto tra i superstiti si creano discordie piuttosto pericolose.

Emergono quindi le problematiche legate in generale alla comunità, agli episodi più drammatici si alternano momenti di speranza e al centro delle vicende c'è un viaggio che potrebbe portare i personaggi a ritrovare la tranquillità perduta. Il telefilm si attiene quindi alle norme aristoteliche per una trama di successo.

La filosofia torna poi in altre serie tv di cui, se non siamo fan sfegatati, abbiamo almeno una volta sentito parlare. Tra le più note troviamo Black Mirror, Games of Thrones e Lost. Ma in che modo queste serie subiscono l'influenza dei più grandi filosofi della storia?

Per quanto riguarda Black Mirror non è poi così improbabile l'associazione a Platone. Filo conduttore della serie è infatti la degenerazione del progresso tecnologico, non privo di effetti collaterali. Contemporaneamente sono i diversi i riferimenti a una classe politica corrotta e incoerente. Ebbene sono proprio le tecnologie (al tempo) più recenti e il mal governo che Platone criticava duramente.

Se si riflette appare quasi scontato a questo punto il paragone tra Machiavelli e i personaggi principali di Games of ThronesI protagonisti della serie tv sembrano infatti rifarsi al modello di principe proposto dal filosofo: un tiranno spregiudicato che non si lascia ostacolare da vincoli morali di alcun tipo.

Studiata variamente dal punto di vista filosofico è stata Lost che racconta le vicessitudini dei sopravvisuti a un incidente aereo su un isola deserta. Come per The Walking Dead entrano in ballo le dinamiche della convivenza forzata e della sopravvivenza e, da Heiddeger a Nietzsche, sono numerossissimi i filosofi in qualche modo connessi alla serie. Le problematiche filosofiche affrontate nel telefilm risultano molteplici, si parla infatti di ricerca dell'ordine nel caos, di verità e di etica. La filosofia in Lost è tanto presente che alcuni dei personaggi risultano essere omonimi di grandi pensatori, quali Locke e Hume.

Insomma le serie tv, acquistando spessore culturale, sono in grado di attualizzare la filosofia, troppo spesso considerata qualcosa di astratto e lontano dalla quotidianità.

 

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