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Storia per salvare la libreria di carta e tutte le librerie indipendenti d'Italia

Oliviero Riparbelli 13-04-2019 1949

Illustrazione di Daniele Scali
 

Arianna ama le storie dall’età di tre anni, quando il nonno - che è uno dei più grandi scrittori contemporanei - ha cominciato ad addormentarla con le sue favole.
Non si addormenta mai prima del finale e lui, sussurrata l’ultima parola, le rimbocca le coperte.
I suoi sogni hanno inizio così dal giorno in cui i genitori sono stati uccisi in Francia in un attentato esplosivo.


Il Nonno è conosciuto in tutta Italia, non solo per i racconti che scrive, ma per la libreria di carta, che ha fondato tanti anni fa, costruendola con le pagine delle sue storie.  La verità è che la sua libreria e le sue storie sono la stessa cosa.
Ragazzi e ragazze vengono da tutto il paese – e anche da altri paesi europei - per scoprire nuovi libri e raccontarsi storie fino all’alba - la libreria non chiude mai - ma, specialmente, vengono per vedere il nonno che scrive i suoi racconti sulle pareti di carta della libreria.


Chi vuole leggere le sue stoirie deve venire qui, lui vuole che le persone si incontrino davanti alle storie, in un perfetto intreccio di mondi, dove la vita è leggera e il silenzio perfetto.
Non le stamperà mai, anche se qualcuno - ogni tanto - ruba una foto con lo smartphone delle pareti di carta e allora lui lo insegue fin sopra il cavalcavia, perché “le storie sono di tutti, ma bisogna che siano vive, devono parlarvi!”

Fuori, la metropoli è sotto-sopra e negli ultimi due anni tutto il quartiere è stato trasformato: palazzi, negozi e abitazioni hanno lasciato posto a un fabbricato immenso, che è la nuova sede logistica di DIGIMOND, la multinazionale più grande del mondo, che vende prodotti soltanto online e vuole sostituire i libri con gli ebook.

La cosa più assurda sono i cortei di ambientalisti che ormai ogni mese protestano fuori della libreria di carta, dopo che qualcuno ha diffuso una fake-news sul web. Dicono che il nonno, ogni settimana, cambia la carta delle pareti per poter scrivere nuove storie, favorendo la deforestazione.

Il nonno continua a scrivere sulle pareti e ogni mese parte per non-si-sa-dove, lasciando sola Arianna. Prima di partire le dice sempre: “vado a incontrare i personaggi delle mie storie, sai, loro vengono da altri pianeti, devo aiutarli ad arrivare fin qui”.

“Ricordati che io sono nelle favole anche quando non sono con te”. 

“Le leggerai e io sarò lì - perché avranno la mia voce - e potrai dormire dei sogni d’oro, piccola mia. Ma ormai sei grande!”

Lei, negli anni, ha imparato a leggere sulle pareti della libreria di carta. Quando il nonno non c’è la tiene aperta, tutti le vogliono bene e i clienti aumentano; molti si fermano con l’intenzione di leggerle delle storie, ma alla fine è sempre lei che le legge a loro. È incredibile entrare, sentendo il profumo di carta stampata, e vedere quella ragazzina - alta una pila di libri - che racconta storie a gente di cinque volte i suoi anni e loro a bocca aperta che ascoltano. Lei sa consigliare i libri come se fossero cent’anni che li legge, ma ne ha soltanto undici.

Un giorno, tra quelli che ascoltano, si fa avanti un uomo di mezza età:
“bambina dov’è il proprietario?”
“nonno è in viaggio, non so quando tornerà, ma non ti lascerà la libreria di carta”
“Dì al nonno che tutta questa carta è pericolosa, lui sa che posso aiutarlo, ma aspetterò soltanto fino alla fine dell’anno”

L’uomo esce fuori e attraversa l’isolato.  È l’amministratore delegato di DIGIMOND.

Sono le 8 del mattino e migliaia di lavoratori hanno appena parcheggiato le macchine in sequenza ordinata e alla dovuta distanza una dall’altra, per evitare incidenti. Entrano senza badge, riconosciuti dalle telecamere e si raggruppano nell’ala ovest – in quella est i droni lavorano ininterrottamente – per l’inizio del turno. Intanto quelli della notte escono per andare a dormire. Gli altoparlanti mandano musica a tutto volume e a intervalli regolari il capo-sezione urla frasi motivazionali prive di senso. Tra esattamente 78 secondi inizierà una nuova giornata di azioni ripetute all’infinito a una velocità costante e “se piscerò, pagherò ogni goccia con il mio stipendio”.

DIGIMOND ha il più grande archivio digitale del mondo con tutti i libri mai esistiti. Tranne quelli del nonno, che non ha mai voluto stamparli.

Adesso però non c’è più tempo, la libreria di carta deve essere chiusa, il progresso non si arresta per un vecchio e una ragazzina. Il nonno deve pubblicare le sue storie, che si venderanno soltanto online o nei supermercati, ma in nessuna libreria.

Così vogliono l’amministratore di DIGIMOND e altre persone importanti. Altrimenti la verità sul nonno uscirà fuori: otto anni fa ha ucciso l’attentatore che aveva fatto esplodere la bomba con cui erano morti i genitori di Arianna, ma nessuno lo sa. Da allora, pentito, ogni mese va in Francia a prendersi cura della famiglia di quell’uomo.

Come finirà la libreria di carta?



Una storia vera




Le librerie indipendenti sono destinate a morire?

Ogni anno in Italia decine di librerie chiudono, scomparendo nel tornado della web-economy e del commercio globale.


Giorno dopo giorno le serrande si abbassano e tutte quelle pagine, profumate di carta e impregnate di storie, finiscono al macero (o vengono ricomprate dai grandi distributori a prezzi stracciati).


Supermercati e megastore online vendono i libri nuovi con il 15% o 25% di sconto.

Una libreria indipendente acquista i libri dagli editori o dai grossisti con il 28% di sconto in media.
Per i libri scolastici lo sconto medio è del 17% e spesso del 13%.

Quindi, per competere con i big player, le librerie indipendenti dovrebbero vendere SOTTOCOSTO.

Normalmente, il comportamento di una multinazionale che estromette i competitor con un ribasso eccessivo dei prezzi si chiama ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE.


In Italia questo abuso è legalizzato dalla la Legge Levi, che permette sconti del 15% e promozioni fino al 25%.

Il libro, però, non è una merce da svendere, non è un bene di consumo, non è qualcosa da comprare al supermercato o all’autogrill.

Mentre leggi queste parole le librerie indipendenti e diverse associazioni stanno richiedendo con urgenza emendamenti a modifica della legge Levi, per adeguarla alle reali condizioni di mercato e garantire una forma di concorrenza LEALE, a tutela di un’essenziale componente culturale e sociale dello stato italiano.

Anche noi (Valerio Sabino e Oliviero Riparbelli di LSDlibri.it) stiamo combattendo questa battaglia, come raccontiamo in questo comunicato sull’ANSA.

Insieme a Giuseppe Miceli della Libreria Borgo, abbiamo avviato una raccolta firme tra tutte le librerie indipendenti per presentare alla Commissione Cultura della Camera una proposta condivisa di emendamento della legge Levi.

Da anni l’AIE (Associazione Italiana Editori) è contraria a questi emendamenti.

L’attuale presidente dell’AIE è Riccardo Franco Levi, firmatario della legge del 2011, che ad oggi, non può più essere considerata adeguata. Levi ha recentemente dichiarato che l’AIE preferisce mantenere invariata la Legge. 

C’è poco tempo, soprattutto per le librerie scolastiche. Ad agosto comincia la nuova stagione scolastica e se la legge Levi non sarà modificata prima, a ottobre le librerie indipendenti saranno in ginocchio.


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