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Oltre 130 km/h per la nuova bicicletta proiettile.

Gianfranco Maselli 16-07-2018 82

Fino al momento in cui te la scippano sotto casa e non te la ritrovi in vendita al mercato nero, la bicicletta rimane la tua migliore amica e, probabilmente, il mezzo migliore per destreggiarsi abilmente nelle grandi città.

Le passeggiate non potrebbero essere più piacevoli ma i lunghi tragitti sono rimasti tuttavia un qualcosa di incolmabile se non con mezzi pesanti come motori, automobili, apecar o trattori, almeno fino a pochi giorni fa con la notizia della super bicicletta che viaggerebbe a più di 130 km orari.

Cari Millennials, andiamo a scoprirne di più e soprattutto a capire, quando questa super bici fra qualche anno si diffonderà nel quotidiano, quante multe ci prenderemo.

La Bicicletta più veloce del mondo sarà Svizzera

Il prototipo non poteva che arrivare dalla Svizzera, terra di gran cioccolato e formaggio ma soprattutto di maniacale precisione e passione per velocità e orari ed è stato sviluppato dai laboratori dello IUT Annecy assieme agli ingegneri della Swiss Federal Institute of Technology di Losanna e al suo dipartimento “Neural Concept”.

 

A cimentarsi e ovviamente scervellarsi in complessi algoritmi matematici per realizzazione di questo proiettile a prova di cronometro non è stato un essere umano ma un’intelligenza artificiale, una peculiarità futuristica che fa di questa invenzione un gioiellino unico.

Un computer ingegnere

Il Computer elaboratore ha lavorato principalmente sui principi aerodinamici in modo da migliorare la prestazione del veicolo canonico a due ruote e il modo in cui questo e il suo pilota si relazionano con l’aria e la sua resistenza durante la corsa.

Coadiuvandosi con una grande quantità di simulatori di scenari e condizioni ambientali la Neural Concept è giunta a mettere da parte il modello tradizionale.

Si è passati dalla forma che tutti noi conosciamo, quella di una biciletta dalle fattezze poco aerodinamiche e di un pilota completamente esposto che risente del muro d’aria difficile da fendere ad uno scafandro poco comodo ma terribilmente veloce, come spiega il CEO della Neural Concept Pierre Baquè.

 

 Addio forma classica, si passa al proiettile.

La bicicletta viene dunque decostruita in un vero e proprio proiettile dove il ciclista, pur non vedendo nulla perché letteralmente spaparanzato dentro l’abitacolo come alcuni di noi nelle meglio spiagge del Salento in questi giorni, riesce a condurre il mezzo fino ad altissima velocità, grazie alla sua integrazione totale col veicolo stesso e alla forma più aerodinamica e fendente di quest’ultimo.

 

La prova del nove per questa mitica supposta super veloce avrà luogo il prossimo 10 settembre durante la World Human Powered Speed Challenge, una competizione di 8 km che, attraverso il deserto del Nevada, vedrà scontrarsi in velocità veicoli esclusivamente con propulsione umana basata su gambe e braccia, senza alcun motore, una sfida in cui la nuovissima bicicletta proiettile cercherà di super il record già esistente per la bici più veloce al mondo, attualmente piazzato sui 133,78 km orari.

Millennials, cosa ne pensate?

Questi prodigi della tecnica in campo aerodinamico non potranno subito essere commercializzati e applicati nel settore delle biciclette da strada ma avranno un immediato impiego su altri mezzi e macchine come le turbine a vento e i droni.

Ciò, tuttavia non esclude un futuro in cui questa tecnologia possa svilupparsi ulteriormente entrando a tutti gli effetti nella nostra quotidianità.

Arrivare a scuola, all’università o in ufficio in orario potrebbe forse non essere più un utopia ma, parallelamente, il passo verso qualche multa di troppo o incidente potrebbe essere davvero breve.

 

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