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Maschio o Femmina? Meglio "U" : figlio mio, decidi tu.

Francesco Leone 14-07-2018 255

Ad alcuni questo articolo non piacerà, perché tratta un argomento tanto intimo quanto delicato, la sessualità e l’identità di genere, che produce inevitabilmente visioni differenti del mondo.

Ma una riflessione va fatta su una notizia ripresa da molte testate nazionali e che ha fatto discutere in tutto il globo ovvero che in Canada è nato il primo bambino “senza sesso” o meglio, il primo ad essere registrato all’anagrafe non con la classica M o F ad indicarne il genere, ma con la U di Undefined, indefinito.

Il pargolo si chiama Searyl Atli ed è nato lo scorso Novembre nella provincia di British Columbia, in Canada.

Madre Natura lo ha voluto maschio, con tutti gli accessori che compongono gli uomini di domani, ma suo padre, liberalista convinto, si è rifiutato di “imporre” al bambino un’identità così mainstream come la grande M di Male lasciando, in un profondo gesto d’amore, la casella del genere nei documenti ufficiali con la sigla U, “indefinito”.

Sto crescendo Searyl in modo che sia lui a avere il controllo per capire cosa essere. Io lo riconosco solo come un bambino, tento di dargli tutto l'amore e l'appoggio possibile, affinché sia la persona più completa possibile, oltre ogni restrizione imposta". Ha dichiarato alla CBC.

Lungi da me criticare chi, per diventare davvero la persona che si sente di essere, cambia sesso con tutte le complicazioni, i giudizi e le derisioni di una società ancora ferma al Paleolitico, ma qui per me rasentiamo la follia, come si direbbe a Napoli: stamm’ pazziann’.

 

 

Sono un fan della libertà: di scelta, di parola, di opinione e di manifestazione della propria identità, ma davvero non riesco a capire come un bambino non rimanga un po’ confuso nell’essere inquadrato come “genere indefinito”.

Oramai è già possibile arrivare in età matura a cambiare il proprio sesso (in Italia siamo ancora un pochino indietro ma ci stiamo lavorando), una volta capito che stiamo stretti nei panni che Madre Natura ci ha donato.

E allora perché inseguire una libertà “a priori” a tutti i costi? Se fosse stato registrato come maschio e ipotizzando che avesse trovato poi difficoltà a riconoscersi nel genere, qualcuno avrebbe mosso un dito contro la sua trasformazione?

Oramai la comunità transgender è socialmente accettata quasi ovunque in Europa, per non parlare di US e, appunto, Canada.

E invece no, la fobia da “restrizioni imposte dall’alto” ha prevalso in Canada, come se la Natura fosse al pari della Merkel e dell’Europa quando impongono vincoli ai paesi dell’Unione.

Tiè, ti ho fatto maschio, mò ci devi stare. Muto.

Qui non stiamo parlando di una scelta di vita come può essere quella di un padre che decide di non battezzare il figlio per lasciargli la possibilità di scegliere in cosa credere in una fase più adulta e matura, qui stiamo dicendo che la Natura non può essere così fascista e permettersi di decidere che sesso avrà nostro figlio.

Ok la libertà a tutti costi, ma caro Kori (padre di Searyl) non ti sembra di stare esagerando un po’?

Nessuno vuole negare a tuo figlio la possibilità di crescere e definirsi in tutte le sue sfere personali secondo i suoi gusti più intimi, ma non credi che metterlo sin da piccolo di fronte al dubbio “sono più maschio o più femmina” possa solo generare caos e confusione nello sviluppo della sua identità?

Non credi che così facendo venga messo di fronte ad un bivio sin da piccolissimo, inducendolo a farsi domande che dovrebbe arrivare a porsi solo nella fase dello sviluppo e dell’adolescenza?

Non si tratta di essere bigotti o poco aperti mentalmente, ma di non accettare la follia del liberalismo a tutti i costi, un nazi-liberalismo.

 

 

Madre Natura ha un ingrato compito, quello di decidere quando siamo ancora dei piccoli embrioni se saremo maschi o femmine. Credo che l’uomo e la donna, per quanto se ne dica, abbiano caratteristiche e ruoli naturali definiti e complementari differenti e per questo necessari entrambi, senza che avvengano imposizioni nei confronti di nessuno.

È giusto lasciare a tuo figlio, un giorno (e se e solo se non si riterrà soddisfatto del lavoro fatto dalla dea bendata) la libertà di definire la sua sessualità, ma porlo di fronte ad una U di indefinito lo destabilizzerebbe in partenza.

Quella U lo mette per imposizione paterna in una zona grigia che lo porterà ad inevitabili dubbi esistenziali sin da pargolo.

E se Searyl non arrivasse a decidere? Rimarrebbe indefinito per sempre?

Perché insinuare un dubbio così grande nella mente di un bambino?

La Natura ti ha fatto Maschio o Femmina, Uomo o Donna, l’uomo e la scienza ti hanno dato la possibilità di mischiare le carte in corsa. Già questa mi sembra una vittoria e una possibilità sufficiente.

Sono per la libertà, ma contro i nazi-liberalisti.

 

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