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Plastica Solubile, SoluBag Contro l’Inquinamento

Alessandra Carraro 30-07-2018 98

La plastica è un materiale straordinario, utile in moltissimi campi e che accompagna moltissime delle nostre abitudini quotidiane. Ormai quasi tutti gli oggetti che ci passano sotto mano contengono parti in plastica.

Il rovescio della medaglia è che la plastica è un materiale talmente resistente che può metterci diversi secoli prima di degradarsi. Questo vuol dire che la plastica va riciclata e smaltita correttamente, altrimenti si accumula inevitabilmente.

Peccato però che, come si legge sul sito di Anter, soltanto il 20% della plastica prodotta viene riciclata correttamente. E quindi si accumula, spesso negli oceani, trasportata dal vento o trascinata dai fiumi.

Ad oggi, negli Oceani abbiamo ben cinque “isole di plastica”, che chiaramente compromettono il delicato ecosistema marino. Nei mari ci sono piante e animali che non riescono a sopravvivere per via dell’inquinamento marino, causato per l’80% dalla plastica, senza contare il fatto che le microplastiche possono diventare "cibo" per pesci che poi troviamo sulle nostre tavole.

 

 

Tuttavia, c’è una luce fuori dal tunnel, e arriva dal Cile. Alcuni ingegneri cileni hanno modificato la formula della plastica, per farla derivare non più dal petrolio, ma dal calcare.

Il risultato straordinario è che questa nuova “plastica buona” si scioglie in acqua nel giro di pochi secondi (vedere il video in fondo per credere).

Nascono così i sacchetti di plastica eco-friendly. Stessa consistenza di quelli che conosciamo, ma con un impatto molto meno dannoso sull’ambiente. Infatti, la plastica solubile in acqua si scioglie senza rilasciare sostanze nocive.

“Presto potremo riciclare nella lavatrice”, ha detto Roberto Astete, direttore di SoluBag.

"Il nostro prodotto è un derivato calcareo che non ha impatto sull'ambiente”, continua Astete. Le previsioni sono di mettere questo rivoluzionario materiale in commercio già da ottobre. Si presenteranno in due varianti, una più resistente che si scioglie in acqua calda, e una che si dissolve anche in acqua fredda.

 

"La grande differenza tra la plastica tradizionale e la nostra è che la prima rimarrà tra i 150 e i 500 anni in natura e la nostra solo cinque minuti. Decidiamo quando distruggerla.

L’idea, in realtà, arriva nel momento giusto almeno per quanto riguarda l’Europa. È di pochi mesi fa, infatti, la notizia che la Commissione Europea sta lavorando ad una direttiva che vieta a tutti gli Stati Membri l’uso di plastiche monouso per alcuni prodotti.

Cotton fioc, cannucce, posate, piatti, e altri prodotti monouso, dovranno per forza essere fatti con materiali rinnovabili. Una soluzione potrebbe essere proprio la “plastica buona” che si scioglie in acqua.

I costi, assicurano gli ideatori, non sono troppo diversi da quelli della plastica indistruttibile, perché “basta cambiare la formula”.  

Non possiamo continuare a produrre plastica e gettarla negli Oceani. Al di là degli evidenti danni che stiamo facendo all’ambiente marino, prima o poi finirà lo spazio. Bisogna invertire la tendenza, accogliendo tutte le idee innovative che propongono una soluzione (in tutti i sensi) come SoluBag.

 

 

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